Informazione

Il progetto è suddiviso in due sottoprogetti: Informazione e Dimostrazione che si articolano nel corso dell’intera durata del progetto (2 anni) e le cui azioni si integrano in maniera sinergica.
Relativamente al sottoprogetto Informazione, una delle azioni più significative consiste nella realizzazione di 8 incontri informativi in diverse province lombarde, volti a informare e coinvolgere gli allevatori attraverso modalità partecipative (focus groups) sulle tematiche relative alla mungitura. Altre azioni informative sono la stampa di schede tecniche e di un manuale di buone pratiche, la realizzazione di un sito web, la realizzazione di video-tutorials e l’organizzazione di un convegno conclusivo, per illustrare e condividere i risultati ottenuti nelle azioni informative e dimostrative del progetto.

 

Idee scaturite dai Focus group

Focus group progetto META: incontro del 7 marzo a ERBA

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Impianto di mungitura

  • Non in tutte le aziende presenti si registra in automatico dati relativi alle produzioni, i flussi, la conducibilità.
  • La conducibilità elettrica è un parametro che, se registrato dall’impianto, viene guardato quotidianamente come campanello di allarme per problemi.
  • Nel robot di mungitura la conducibilità e il calo del numero di mungiture sono buoni indici di problematiche.
  • Quanto tempo viene dedicato a guardare i dati registrati dall’impianto di mungitura: dalle 2 ore (nel robot) a 30 min al giorno.
  • Problema di adattamento tra le forme molto variabili dei capezzoli e la scelta della guaina giusta
  • Se la scelta delle guaine è sbagliata si allungano i tempi di mungitura.
  • Applicando la formula per il calcolo della frequenza di cambio della guaina (in funzione del numero di animali, n di mungiture e n di poste) si scopre che alcune aziende cambiano le guaine troppo di rado.

Lavaggio dell’impianto

  • Non si è a conoscenza della temperatura di lavaggio.

 

Routine di mungitura

  • Alcuni fanno routine completa altri sostituiscono il pre-dipping con pulizia a secco e altri non fanno eliminazione dei primi getti (se va tutto bene non cambiano routine, giusto?).
  • Per migliorare l’efficienza del lavoro un’azienda ha deciso di dividere i gruppi di mungitura in funzione della velocità di mungitura delle vacche.
  • Un’azienda, per minimizzare i tempi di attesa in piedi, ha diviso i gruppi di mungitura in frazioni più piccole.
  • Un’azienda fa pre-dipping mirato su vacche problema.
  • È uscita la ‘problematica’ dell’utilizzo di pre-dipping contenente disinfettante, che dovrebbe essere sotto prescrizione del veterinario.
  • L’osservazione dello stato dell’apice del capezzolo viene fatta con costanza.
  • Le misurazioni no.

Carica batterica nel latte

  • Sono state evidenziate problematiche legate alla mungitura ed alla caseificazione in alpeggio, anche dovute ad un aumento delle cellule somatiche.
  • Il prodotto d’alpeggio è difficile da far conoscere e valorizzare dal consumatore.
  • È uscita la problematica legata agli sbalzi stagionali di temperatura che porta spesso a problemi di qualità lattea.
  • Importanza di usare paglia di buona qualità anche per le manze, no stocchi di mais.
  • Attenzione ai particolari: ventilatori, igiene.

Focus group progetto META: incontro del 15 marzo a SAN COLOMBANO AL LAMBRO

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  • Sono state evidenziate problematiche relative alla scelta delle guaine e al livello di vuoto adeguato.
  • Quale prodotto post dipping è meglio utilizzare, quello automatico può essere utile?
  • Qual è la routine ideale? Meglio prima eliminare i primi getti o prima fare pre-dipping?
  • Importante: una volta pulita la punta del capezzolo non va più toccata.
  • Lavaggio dell’impianto di mungitura: la temperatura dell’acqua deve essere a 60 gradi almeno, in poche realtà viene controllata.
  • Per rendere più difficile la formazione di biofilm è utile cambiare le guaine al momento giusto.

Focus group progetto META: incontro del 21 marzo a LANDRIANO

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  • Sarebbe utile istituire un libretto di controllo delle diverse manutenzioni da fare all’impianto, definendo cosa c’è da fare, quando e da chi deve essere fatto.
  • Nelle aziende grandi generalmente viene fatta una routine più standardizzata, anche se l’attacco e lo stacco ad hoc è una pratica sempre molto diffusa.
  • Ci si chiede se è utile introdurre tecnologia nell’impianto di mungitura, e ci si chiede quanto questi dati prodotti vengano guardati e valutati.
  • La routine di mungitura deve essere pensata anche in relazione all’organizzazione nello spostare i gruppi e quindi all’organizzazione della stalla.
  • Sarebbe importante formare periodicamente il personale.
  • L’analisi del filtro può essere un utile campanello di allarme.
  • Un allevatore che usa sabbia riscontra pochi problemi sanitari.
  • È stata evidenziata una situazione problematica per la prototeca, è difficile da eradicare, meglio togliere le vacche.
  • Un allevatore riporta che pressare l’insilato con sabbia o ghiaia è utile per contenere le spore.
  • Utile anche aumentare l’altezza di taglio per diminuire le spore.

Focus group progetto META: incontro del 29 marzo a CARPANETA

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 Durante la discussione sono emersi diversi punti critici tra i quali:

Gestione del lavaggio dell’impianto di mungitura

  • la temperatura di lavaggio deve essere intorno ai 65-70 gradi
  • è importante fare attenzione alla durata delle diverse fasi ed alla concentrazione di detergente

Impianto di mungitura:

  • la scelta delle guaine è un compromesso rispetto alla variabilità della conformazione dei capezzoli della mandria
  • chi deve fare la regolazione/manutenzione degli impianti di mungitura ed ogni quanto?

Routine di mungitura:

  • è difficile mantenere una routine corretta, ci vuole conoscenza e consapevolezza nel mungitore
  • ci si domanda se sia più utile l’utilizzo del solo pre-dipping o di pre-dipping con acqua
  • la gestione della lettiera influenza fortemente la pulizia degli animali ma è difficile controllarla

Focus group progetto META: incontri del 28 settembre a SONDRIO e dell’8 ottobre a CREMONA

Routine di mungitura

  • Ci si chiede se si debba effettuare l’eliminazione dei primi getti di latte prima del pre-dipping o viceversa
  • Quali prodotti debbono essere utilizzati nel pre-dipping? Qali nel post-dipping?
  • Non ha senso utilizzare i prodotti disinfettanti come pre-dipping; è difatti poco il tempo in cui essi rimangono a contatto con il capezzolo, con conseguenti dubbi sulla loro efficacia.
  • I prodotti per il pre-dipping a base di ozono non apportano alcun beneficio in termini di riduzione della carica batterica
  • L’acido lattico non va bene come post-dipping per la sua azione eccessivamente blanda, ma può essere utilizzato in maniera efficace nel pre-dipping
  • Importanza di una corretta gestione dei bicchierini che vengono utilizzati per il pre ed il post-dipping
  • Un’azienda suddivide la mandria in gruppi in funzione della durata della mungitura per ottimizzare il funzionamento dell’impianto e per ridurre i tempi di attesa in piedi degli animali
  • Un allevatore solleva il problema della perdita di latte dalla mammella prima della mungitura

Impianto di mungitura

  • Si dedica poca attenzione alla tecnologia dell’impianto di mungitura; maggiore attenzione è infatti attribuita alla vacca
  • Il parametro della conducibilità viene preso in considerazione dagli allevatori; ai flussi, viceversa, viene dedicata poca attenzione
  • Non esistono delle guaine in assoluto migliori delle altre (indipendentemente dalla forma e dalla tipologia di materiale). La priorità, nel momento della scelta della tipologia di guaina, deve ricadere sulle dimensioni medie dei capezzoli della propria azienda, privilegiando in particolar modo le primipare che rappresentano il futuro dell’azienda

Gestione del lavaggio dell’impianto di mungitura

  • Mancata conoscenza dei volumi e della temperatura dell’acqua che viene utilizzata per il lavaggio dell’impianto. Anche la concentrazione dei prodotti sanificanti e disincrostanti è un parametro non conosciuto

Focus group progetto META: incontro del 12 ottobre a BRESCIA

Routine di mungitura

  • Una corretta routine di mungitura vede l’eliminazione dei primi getti di latte seguita dal pre-dipping: queste due operazioni devono essere invertite nel caso di bovine che perdono latte
  • Importanza dell’uso dei guanti da parte dei mungitori

Impianto di mungitura

  • Il solo parametro del numero di mungiture, utilizzato dalla maggior parte degli allevatori per determinare la frequenza di sostituzione delle guaine, non è sufficiente
  • Vi è molto interesse e curiosità da parte degli allevatori riguardo ai materiali delle guaine di mungitura “alternativi” alla gomma, come ad esempio il silicone; più che al materiale, l’attenzione nella scelta della guaina si deve focalizzare su come essa “calza” al capezzolo

Gestione del lavaggio dell’impianto di mungitura

  • Un allevatore si chiede se i detergenti “a freddo” siano efficaci: una temperatura dell’acqua di 60-70°C è condizione indispensabile per avere una corretta ed efficace pulizia dell’impianto di mungitura
  • Problematica della presenza di residui di cloro nell’impianto se la temperatura dell’acqua è troppo alta
  • Al fine di non deteriorare alcune parti dell’impianto facilmente usurabili è bene che l’acqua utilizzata nella fase di risciacquo sia a temperatura ambiente
  • La turbolenza deve essere costante lungo l’impianto
  • Dev’essere effettuato un lavaggio basico seguito da uno acido
  • Alcuni allevatori suggeriscono l’idea del “pre-riscaldamento dell’impianto

Igiene e sicurezza

  • Per il contenimento del tenore in spore è importante scartare le parti più esterne della trincea; il rischio di contaminazione del latte aumenta in caso di mungitura alla posta
  • Se la presenza in allevamento di Staphylococcus aureus comporta un aumento del tenore in cellule somatiche allora gli animali infetti devono essere gestiti separatamente da quelli sani; efficace risulta essere la terapia in asciutta anche nell’allevamento caprino dove comunque la problematica è meno sentita
  • La pastorizzazione del latte da somministrare ai vitelli consente di ridurre i problemi gastro-enterici
  • La pastorizzazione del colostro porta alla denaturazione delle immunoglobuline; ai vitelli devono pertanto essere somministrati colostri ricostituiti o colostri di vacche sane

Focus group progetto META: incontro del 19 ottobre a ZANICA

 

Nell’incontro è stato fatto il focus sulle principali problematiche che, secondo gli allevatori, interessano il settore:

 

  • Mancanza di assistenza tecnica
  • Amplificazione, negli ultimi due anni, del problema delle mastiti, che a volte erroneamente viene imputato ad un’alimentazione non equilibrata
  • L’automazione può essere in alcuni casi un fattore limitante (viene fatto l’esempio del lavaggio automatico che, a differenza di quello manuale, non consente all’operatore di regolare i diversi parametri della pulizia dell’impianto di mungitura)
  • Difficoltà della lavorazione del latte crudo: un utile suggerimento è l’uso di colture microbiche starter, nei confronti delle quali vi è diffidenza
  • Scarsa conoscenza della modalità di conservazione dei campioni di latte destinati all’analisi microbiologica, che non devono essere congelati
  • Asciutta selettiva: mancanza di conoscenze e di supporto tecnico. In presenza di un esame batteriologico negativo non bisogna trattare gli animali; l’obiettivo è quello di avere il 20% di animali trattati nel 2020
  • è più difficile utilizzare un prodotto spray per il pre-dipping che uno ad immersione: se il prodotto viene spruzzato troppo in alto infatti c’è il rischio che esso convogli la sporcizia sino all’apice capezzolare
  • è molto importante avere una buona luminosità dell’ambiente di lavoro per avere una buona visibilità dei capezzoli. Non si ha una buona visibilità dei capezzoli anteriori in una sala di mungitura a pettine
  • Le guaine di mungitura in silicone durano il doppio di quelle in gomma ma è necessario un maggior livello di vuoto per determinare il collasso della guaina